L’utima lettera di Luigi Broglio ai genitori

L’ultima lettera di Luigi Broglio ai genitori, scritta nella notte fra l’11 e il 12  febbraio 1944, appena prima di essere condotto al politico di tiro di Cibeno(Carpi). (I famigliari la ricevettero solo dopo la Liberazione.)

                                                                                                                       11-12 luglio 1944

        Carissimi genitori e fratelli.

   Eccomi in partenza per ignota destinazione: dove? Non lo so. Forse ogni chilometro che farò mi allontanerà vieppiù da voi, ma il mio spirito rimane fra voi, come sempre v’è stato anche nel passato. 

       Abbiate fiducia in me: farò tutto il possibile per tornare da voi tutti che mi volete così tanto bene. Ho fede che Iddio non mi negherà il suo aiuto; ancora lo avrò, come l’ebbi in momenti più aspri e difficili. Sono forte sufficientemente sia di spirito che di corpo, e saprò lottare e sopportare anche questa difficile prova per poter un giorno tornare ad abbracciarvi tutti.

      Non vogliatemene per quanto è avvenuto, così doveva essere: mai ebbi un momento di pentimento lungo la difficile strada che avevo intrapreso. Provato e riprovato, mi sento in grado di affrontare il futuro.

       Pensatemi spesso e ancor più spesso pregate per me, che Iddio mi aiuti!

      Un abbraccio a Ermes che ha fatto e farà nella famiglia il mio dovere, a Rosa, che sappia consolare la mamma, a Paolo, che sia il conforto di tutti, al papà che sostenga bene come sempre la famiglia, che gli voglio così bene, ed a Lillina, poverina, così lontana ed ignara affatto del mio destino.

        Vi bacio, il vostro Gigi».”

(Ermes, Rosa e Paolo erano i fratelli di Luigi Broglio. Di Lillina, che abitava nel comune di Larino in provincia di Campobasso e che Luigi aveva evidentemente conosciuto nel suo viaggio al Sud con il capitano Edison, in due precedenti lettere da Fossoli ai genitori aveva scritto: 9 giugno 1944 – “Comunicate a…che i suoceri e Lillina stanno bene a Larino. Lillina sarebbe la mia fidanzata. Di lei vi parlerò nella mia prossima”. 17 giugno 1944 – “… Voglio ora fare un riferimento alla vita travagliata di questo periodo che sono stato lontano da voi: quando più gande era la tristezza per il distacco, acerbo il dolore, sconsolata la solitudine, Iddio mandò sul mio cammino una fanciulla che veramente mi comprese. Se è destino che sia la compagna della mia vita, spero che Iddio mi abbia veramente guidato in questa scelta così importante. Voglio dirvi quale e quanta sarà la mia gioia.”)